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Il Ciconia punta in alto, lavoro di gruppo e giovani talenti, Gianluca Torroni e il suo lavoro al fianco di Luzi

Gianluca Torroni, team manager del Ciconia Calcio, dopo un periodo di esperienza nelle giovanili della Orvietana, è tornato al fianco di mister Luzi. Obiettivo: il benessere della squadra e la valorizzazione dei giovani talenti orvietani.

Qual è il ruolo del team manager e quali sono state le tue esperienze precedenti ?
Questo per me è il primo anno al Ciconia Calcio, ricopro il ruolo di team manager, un ruolo di collegamento tra la società e la squadra. E’ il quinto anno che lavoro insieme a mister Luzi, lavoriamo in team da diversi anni, abbiamo delle esperienze comuni nel settore giovanile dell’Orvietana e quest’anno mi ha chiamato a ricomporre la coppia. Sono in pratica il primo collaboratore dell’allenatore, mi occupo di organizzare il gruppo, recupero infortunati, e del lavoro delicato di parlare con i ragazzi quando si trovano un po’ in difficoltà, ragazzi che magari giocano meno e quindi devo riuscire a fare un po’ da mediatore tra le scelte dell’allenatore e il carattere esuberante dei ragazzi e poi chiaramente sono il primo referente della società. La società per qualsiasi cosa chiaramente la prima persona che interpella sono io e devo riferire e avvertire la società se all’interno del gruppo che qualche problema e quant’altro.

La decisione di dotarsi di un team manager da parte del Ciconia nasce quindi anche dall’esigenza di una figura che vada ad integrare il ruolo del Mister ?
In parte, diciamo che principalmente è stato un desiderio dell’allenatore di ricomporre la coppia e uno staff tecnico che noi abbiamo sempre formato. Nel settore giovanile dell’Orvietana abbiamo fatto quattro campionati vincendone un paio lavorando sempre in team, cioè un allenatore, un allenatore in seconda e poi qualche volta avevamo anche un preparatore dei portieri, una figura direi comune a tante altre squadre del settore giovanile
Lavorare in team significa tutti i giorni sui campi confrontarsi, organizzare, parlare con i ragazzi,  un lavoro certosino di pazienza, un lavoro profondo nella psiche dei ragazzi  perchè non è facile, l’allenatore da solo non riesce a coprire tutti questi ruoli allora ha necessità che ci siano anche altre persone che gli diano una mano.

Anche per aiutare a fare gruppo quindi
Certo, perchè questa è la cosa fondamentale, riuscire a fare gruppo poi è alla base del successo di una squadra, perché senza un gruppo si fa poca strada. Al Ciconia ci siamo ripromessi, trovandoci in pieno accordo con la volontà della società, di lavorare sui giovani, nel campionato di prima categoria, come in altre categorie c’è l’obbligo dei fuori quota.
Abbiamo l’obbligo di far giocare un classe 1988 e un 1987 ma sistematicamente giochiamo con 5 o 6 fuori quota, proprio nella partita di due domeniche fa con la Castellana abbiamo chiuso la partita con 8 fuoriquota, io credo che a livello nazionale non ci sia quasi nessuno in queste categorie che possa fare quello che stiamo facendo noi. Normalmente fanno giocare tutti ragazzi un pochino avanti con l’età, lo spazio ai giovani è sempre molto limitato, noi invece puntiamo su di loro molto anche perchè, sia io che il mister veniamo dai settori giovanili, è un po’ la nostra materia valorizzare i ragazzi. La società in fondo ci chiede questo, valorizzare i ragazzi del posto e noi lo facciamo ben volentieri.

In questo campionato la squadra è partita bene per poi arenarsi con una serie di prestazioni negative, poi una sorta di rinascita, il pareggio con la prima in classifica e la vittoria sulla seconda, iniziate a credere ai play-off e magari a salire in promozione?
Si, crediamo fortemente di poter fare i play-off, ci crediamo con tutte le nostre forze, l’analisi fatta è giusta, noi eravamo partiti molto bene, a pieno organico, poi purtroppo abbiamo avuto degli infortuni abbastanza importanti occorsi a giocatori altrettanto importanti senza togliere meriti agli altri. Ma giocatori come Daniele Polleggioni, come Michele Ciuco, assenti per oltre due mesi per noi ha voluto significare quella mancanza di esperienza che miscelata con i ragazzi più giovani era la chiave del nostro successo. Venendoci meno un paio di elementi abbiamo un pochino sofferto, ma questo ci è servito per valorizzare i ragazzi che giocavano un po’ meno, abbiamo fatto giocare dei ragazzi che magari in quel momento si sarebbe potuto pensare non potessero ricoprire quei ruoli e invece oggi si sono rivelati ragazzi importanti e con il rientro di queste due o tre pedine che per noi sono importati il gruppo è cresciuto in maniera esponenziale per cui ecco che i risultati stanno venendo, poi è un gruppo molto affiatato, che sta molto tempo insieme, un gran bel gruppo.

Secondo lei la squadra è al completo, necessita di ulteriori rinforzi, come vede la rosa anche alla luce di alcuni addii importanti come quello di Cimicchi, quasi una bandiera nel Ciconia?
Si, è vero, Fabio per noi è stato un grande personaggio, attaccato ai colori del Ciconia, però il problema era che la nostra rosa è ampia, siamo 22 giocatori, più o meno tutti sullo stesso livello, e questo significa che c’era la necessita di mettere in atto un turn over, ovviamente qualche giocatore che fa parte dell’ossatura centrale della squadra rimane più o meno inalterato, ma c’era comunque una rotazione degli altri ruoli e Fabio aveva espresso la necessità di giocare con continuità. Il mister non poteva garantire questa continuità di impiego per cui Cimicchi ha preferito andare da un’altra parte dove magari gioca con più continuità. Per noi è stata una grande mancanza perchè era un elemento molto importante, perchè faceva gruppo, faceva spogliatoio, un ragazzo bravo, un ragazzo buono.

Se potesse su quale dei suoi giocatori scommetterebbe per un futuro importante nel calcio?
Se penso ad un futuro importante potrei parlare di vari giocatori: Sergio Sarpano, classe ’89 infortunatosi nell’ultima partita contro il Norcia, Luca Franciaglia, un altro clase ’89, un ragazzo anche lui di buone prospettive, abbiamo due classe ’87 molto bravi, Fabio Crosta e Giuliano Avola, poi abbiamo un classe ’86, Iury Zappitello, un ragazzo eccellente, ne abbiamo diversi di ragazzi che per me possono aspirare a categorie superiori, fermo restando che i nostri “vecchi” comunque sono sempre ragazzi dell’84, dell’83, che hanno 25/26 anni che si trovano nel momento della maturità e che potrebbero tranquillamente giocare in una categoria superiore.

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