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La rinascita dei “CICLAMini”

Fin dal1965 per impulso di Alfredo Bonafede, Eraldo Cortoni, Manlio Tatta e Luigi Zuppanti, dei quali rimane un vivissimo ricordo e di Carlo Tatta, Ferruccio Persichetti e altri che ancora oggi si dilettano con passione nell’attività ciclistica, si avviò la costituzione di un Gruppo Sportivo che aggregò gli Orvietani amanti del pedale. Si intendevano perseguire finalità di godimento del tempo libero negli interessi naturalistici e turistici.
Nacque così il G.S.CICLAM (ciclo amatori) detti anche “CICLAMINI” tanta era la baldanza giovanile con la quale si spingevano in ardite imprese ciclo turistiche.
Furono promosse una serie di iniziative che suscitarono un grande interesse ed entusiasmo fra i primi aderenti che stimolarono sempre più numerose adesioni.
In breve tempo si formò un gruppo che, nello spirito sportivo, nella fatica e nello sforzo con cui si affrontarono le sempre più belle avventure ciclo turistiche, si cimentarono in una fraterna amicizia sempre più salda, assaporata ancora di più da quelle tante gocce di sudore versate assieme nelle belle giornate primaverili e d’estate sulle strade italiane e all’estero.
Per una ventina di anni si sono vissute insieme (addirittura fino a 27 partecipanti) dai tre ai quattro giorni in escursione ciclo turistica chiamata “Primavera in Bicicletta”.
Un raid ciclistico per lo più nell’Italia centrale (Umbria,Toscana,Romagna,Lazio,Marche,Abruzzo) con percorsi da 500/600 Km sempre interessanti per le bellezze artistiche e naturali degli itinerari che si offrivano per un godimento sportivo.
Oltre alla presenza ai raduni Regionali e Nazionali con numerosi adesioni “I CICLAMINI” si sono sempre più entusiasmati nella partecipazione alle “Ferie in Bicicletta” vissute per ben 24 edizioni in tutte le regioni d’Italia e all’estero: Grecia, Jugoslavia, Austria, Ungheria, Svizzera, Germania, Spagna e Francia (compresa la Corsica) per ben due volte, sempre seguiti anche dalla guida spirituale di Don Marcello Pettinelli al quale era affidato il pulmino con supporto logistico, e di queste gite vi è un arguto e ironico diario.
E poi davvero entusiasmante è stata la partecipazione alle tappe alpine del Giro d’Italia e del Tour de France con duri percorsi sui valichi delle più belle vette alpine ad aspettare lassù con entusiasmo l’arrivo dei corridori e fare il tifo,dopo aver vissuto con ardore le asperità dei tracciati.
Memorabile rimane la partecipazione davvero numerosa a Roma nell’anno Santo del 1975 con andata e ritorno in bicicletta.
Molti ciclo amatori hanno ripetuto l’exploit anche per il giubileo del 2000 unendosi al pellegrinaggio diocesano.
Nel 1980 una squadra di ben 10 ciclisti raggiunse Coburg in Germania, in 10 tappe per la sfida tra Orvieto e Coburg nello spettacolo televisivo di Giochi Senza Frontiere.
I nostri ciclo amatori orvietani nel vivere lo sport nella complessità e pienezza ne hanno fatto valere tutta la bellezza come fattore di promozione umana e sociale, nel capire la differenza di potenziale che passa fra lo sport come “fatto privato” e quello vissuto come “fatto sociale” che si nutre di relazioni umane significative all’interno della comunità che è il gruppo sportivo.
Ancora oggi c’è bisogno di uno sport per tutti, capace di essere segno di speranza e fermento di vita, soprattutto per giovani che spesso sprecano la loro vita nel nulla della quotidianità.
Nel 1999 il Gruppo Sportivo CICLAM si è fuso con altri Gruppi Sportivi Orvietani esistenti nella zona nella nuova aggregazione sociale denominata “U.C.O.” (UNIONE CICLISTICA ORVIETANA).

Si ringrazia per il contributo di questo bellissimo e appassionato articolo Ferruccio Persichetti.

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