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Giovani protagonisti: Simone Nulli tra i pali dell’Orvietana

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Le interviste del venerdi di OrvietoSport.

Che l’Orvietana non passi un buon momento lo si può vedere dalla classifica, ma chi ha seguito le ultime prestazioni della squadra sa bene che il vento è cambiato. Le sfide contro la capolista Deruta e contro il Montevarchi, altra compagine di alta classifica, sono andate male, mentre gli scontri diretti con Pontevecchio e Sestese, entrambi disputati in trasferta, hanno fruttato ben quattro punti. Insomma i ragazzi di Fratini il loro lo hanno fatto e se la classifica non sorride molto dipende anche dal calendario. La novità che ha reso più felici i tifosi biancorossi riguarda senza dubbio il nuovo numero uno. Ormai da più di tre partite, e precisamente dal 32′ del secondo tempo del derby contro la Pontevecchio, complice un infortunio del portiere titolare Marco Lavorini, a difendere i pali dell’Orvietana è stato chiamato Simone Nulli. Classe 1991, cresciuto nel vivaio della squadra, il biondo ragazzo di Torre Alfina si è subito fatto trovare pronto. Un dato su tutti: in poco meno di 300 minuti giocati, ha addirittura parato due calci di rigore, un record!

L’esordio in prima squadra era avvenuto la scorsa stagione, stavolta invece sei entrato nel finale di un derby tiratissimo e importante per la classifica, che sensazioni hai avuto?
“L’infortunio a Lavorini è stato improvviso e sono dovuto entrare in campo a sorpresa, lo scorso anno avevo giocato ma era l’ultima di campionato, una gara poco importante, a Perugia invece era tutta un’altra storia. Ma subito una buona uscita e una parata su una punizione hanno tranquillizzato tutti, me per primo”.

Anche perché senza Schicchi e Nuccioni infortunati, nelle domeniche successive anche senza Pugnali, sei stato costretto ad andare in campo senza la difesa titolare davanti a proteggerti.
“A volte sono i difensori che devono dare tranquillità al portiere, a volte capita il contrario, ma qui eravamo tutti nella stessa situazione visto i tanti assenti!”

Tutta la trafila nelle giovanili dell’Orvietana ed ora eccoti in prima squadra, chi lo ha fatto prima di te ora si ritrova già tra i professionisti.
“E’ vero e ne approfitto per un saluto a Riccardo Mandini, speriamo di seguire la sua strada, lui mi ha insegnato tanto, insieme a Loddo che è un grande allenatore dei portieri e con il quale mi trovo benissimo”

Due rigori parati, ma nessun punto in quelle partite, c’è più rabbia o comunque questi interventi ti hanno aiutato a trovare la convinzione?
“La rabbia c’è perché l’importante è vincere le partite, ma visto che non avevo esperienze con la Serie D mi hanno aiutato molto, a volte c’è scetticismo a mettere subito nella mischia il giovane del posto in un ruolo come quello del portiere perché si pensa che se sbaglia si brucia subito, invece a me per ora sta andando bene”.

Tra qualche settimana però tornerà disponibile Marco Lavorini, come la mettiamo? Chi è il titolare?
“Ovvio che la decisione non spetta a me, ma a Loddo e a Fratini, io continuo ad allenarmi, anche se la botta al ginocchio di domenica scorsa mi ha fatto saltare due sedute, poi vedremo”.

Tuo fratello, gemello, Fabio è invece difensore, avete giocato spesso insieme nella Juniores gli scorsi anni, mentre in prima squadra solo qualche minuto a Sesto Fiorentino, Pensi che anche lui avrà possibilità di mettersi in mostra con maggiore continuità?
“Io penso che tutti gli elementi della rosa siano validi, altrimenti non sarebbero qui. Fabio, come gli altri, possono trovare il momento giusto per giocare e fare bene, mio fratello è stato sfortunato all’inizio quando tra squalifiche e infortuni sembrava proprio che fosse il turno suo, invece ha subito una distorsione alla caviglia proprio due giorni prima della gara”.

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