Ma cosa è questa invidia?

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Lo abbiamo ricordato più volte: il nostro comprensorio è ricchissimo di società sportive. Malgrado la crisi economica, malgrado la relativa vicinanza di città molto più popolose e che quindi possono attrarre gli atleti per ovvie ragioni, malgrado la carenza di strutture idonee, problema a cui si sta tentando tuttavia di ovviare, negli ultimi anni ad Orvieto continuano a nascere nuove realtà e a crescere quelle già esistenti. La pallavolo, quasi scomparsa fino a poco più di un lustro fa, è tornata a fiorire sia a livello femminile che maschile dove addirittura siamo arrivati a gareggiare in un campionato nazionale.

Anche il rugby è risorto e sta disputando un campionato di vertice, nel calcio si fatica ma comunque l’Orvietana ha superato il traguardo rarissimo dei cento anni. Siamo poi diventati una sorta di basket city con le ragazze di Azzurra a giocarsi le prime posizioni playoff verso il massimo campionato italiano, con la Telematica che finalmente non deve parlare di salvezza, ma anzi di zone nobili della classifica e con la novità Arrapaho che, appena nata, già ha conquistato pubblico, simpatia e lotta per il primato nel campionato di competenza. Il calcio a 5, tra alti e bassi, registra ormai negli ultimi anni il maggior numero di compagini sorte, questa stagione anche a livello femminile. Quindi l’atletica non finisce mai di stupirci con risultati che arrivano quasi a cadenza settimanale, il nuoto ha portato alla ribalta nazionale i nostri atleti anche i più giovani, uno sport come la scherma si sta imponendo come realtà, nel ciclismo otteniamo ottimi risultati e organizziamo eventi con successo, il tennis conta un numero altissimo di iscritti, poi non mancano le manifestazioni motoristiche… insomma il panorama è incredibilmente ricco, e non nascondiamo che uno dei segreti, per modo di dire, del successo del nostro giornale è proprio dovuto all’incredibile quantità di realtà da seguire.

Ebbene di questa ricchezza dovrebbero esserne felici tutti, invece c’è un sottobosco di invidie, di piccoli screzi, a volte di cattiverie anche solo sentite dire, che lasciano interdetti chi, come noi, vive da vicino gli ambienti sportivi. Ognuno giustamente penserà pure a coltivare il proprio orticello, ma senza rendersi conto di far parte di un unico giardino. E se nel giardino è presente una magnifica aiuola, ma poco distante c’è una zona malcurata, anche quell’aiuola rischia di essere ricordata come deturpata. Invece c’è qualcuno che spera di restare l’unico protagonista sulla scena, augurandosi, più o meno velatamente, che la società concorrente finisca a gambe all’aria così potrà usufruire delle poche strutture a disposizione senza disturbo o magari spera di avere più seguito di pubblico e sponsor, altrimenti divisi tra più realtà. No, non è così. Se diminuisce la scelta, se ci dovesse malauguratamente essere meno concorrenza, calerebbero entusiasmi, interessi e attenzione. Le varie società sportive poi, inutile negarlo, riescono a fare anche attività sociale, con i settori giovanili e non solo quindi più ce ne sono e meglio è.

Chi vive il mondo dello sport dovrebbe essere abituato alla concorrenza. Perché una gara abbia valore, ci deve essere la massima partecipazione di atleti. Se si corre da soli non si arriva primi, ma ultimi.

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4 Comments

  • Marco Gobbino

    A me in effetti interessava proprio smuovere un po’ le acque e scuotere qualcuno pur di portare l’attenzione su qualcosa di cui tutti sanno ma poi nessuno ne vuol parlare. E se tirare fuori argomenti scomodi porta anche a qualche giudizio “simpatico” nei miei confronti pazienza! Ben vengano se servono però a chiarire questo aspetto.

    Gli articoli di Andrea Mortini sono molto interessanti perché ci informano su attività sportive che, a conferma di quanto detto, continuano a svilupparsi ad Orvieto e ad ottenere successi, anzi mi scuso se tra i tanti esempi riportati non ho citato la kick boxing, il karate e le altre arti marziali. Ecco questi sì che dovevano arrabbiarsi con me che me li ero scordati!

  • Andrea Mortini

    …Forse Signor Gobbini da fastidio solo a sentir dire queste cose perchè molte persone hanno la coscienza sporca o la “coda infarinata” come si suol dire. Io dal mio canto, l’ apprezzo e l’ ammiro per questo che ha detto perchè è proprio così, si vedono ogni giorno le stesse persone con cui si parla, con cui dividiamo gli stessi interessei che hanno una doppia faccia e appena si presenta l’ occasione “gufano” o parlano male per tirarne fuori qualcosa che vada a loro favore. Con questo la salauto e spero che i miei articoli siano piaciuti, a presto

  • Marco Gobbino

    Caro signor mille puntini,
    mi spiace deluderla non devo scendere da nessun piedistallo, come dice lei, non sono nessuno, ma le mie opinioni le esprimo, come le lascio esprimere a lei. Vivendo da vicino il mondo dello sport orvietano ho notato tali atteggiamenti e mi chiedo appunto “ma cosa è questa invidia?” vedo però che dà fastidio solo a parlarne!

    PS visto che lei parla di “predica” e quindi giudica tale il mio pensiero, viene da credere che lei si sente chiamato in causa, quindi sarà uno di quelli che pensa solo al proprio orticello augurandosi tutto il peggio per le altre realtà sportive. La invito a mandarci il suo di pensiero, anche in maniera anonima purché corretta, dove magari riesce a rispondere alla mia domanda. Da cosa dipende questo astio, questa invidia, questa mancanza di spirito di collaborazione tra alcune società che spesso (non sempre per fortuna!) pensano solo a parlar male degli altri.

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    Clap clap…grazie della predica…scendi dal piedistallo che non sei nessuno…grazie

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