Naufragio Ciconia. Interamna tris

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Nel novembre del 1978, oltre 900 seguaci del c.d. Tempio del Popolo si suicidarono in massa nella loro Comune situata in Guyana.
L’ordalia è passata alla storia come il Suicidio di Jonestown.
Ad oggi, ancora il più eclatante caso mondiale di macabra ritualità collettiva.
Forse suggestionato dalle inquietanti vicende degli adepti del reverendo Jim Jones, anche il Ciconia cade vittima di se stesso e crolla di schianto fra le mura dell’Interamna Nahars.
Toccando quello che, attualmente, può ben dirsi l’apice negativo della propria stagione.
Eppure sarebbero gli ospiti a sprintare meglio fuori dai blocchi, passando al primo affondo.
Dopo una decina di minuti di guerriglia, Porcari raffina l’intuizione di Massini, imbeccando Nevi sul lato destro dell’area di rigore ternana.
L’esordiente nuovo acquisto orvietano impugna il joypad della playstation, indovinando uno spettacolare stop di testa con annesso assist in rovesciata.
A beneficiare di tale sfarzo è Frizzi, che tutto solo “in the box” non perdona.
Sembra l’ouverture della Valchiria Wagneriana.
Invece è l’anteprima del Rigoletto: “pari siamo: io la lingua, egli ha il pugnale”.
Non passa neanche un minuto e arriva il consenso per il suicidio assistito.
L’esecuzione ospite di un calcio da fermo ai confini del regno di Macchioni è talmente naïf da trasformarsi in un assist tragicomico per il centravanti locale.
Trappolino evita guai peggiori, ma la punizione che ne consegue è velenosamente letale.
La reazione biancoceleste è tutta in una bruciante verticalizzazione di Frizzi in favore di Croccolino G., il cui diagonale vincente viene respinto alla disperata da un difensore.
Ma è pura estemporaneità illusoria.
Nonostante Calderini attinga a piene mani dalla panchina, l’ex capolista si disintegra.
Scomparendo in un gorgo di tensioni, proteste, approssimazione, lanci lunghi e fiato corto che ne fanno preda facile dei pugnaci padroni di casa.
L’harakiri arriva a pochi minuti dall’intervallo.
Sfruttando il colpevole immobilismo degli avversari, il numero 9 ternano penetra indisturbato in area, elude in bello stile Trappolino e realizza sul palo lungo.
La partita termina qui.
Il Ciconia non rientra in campo dagli spogliatoi mentre l’Interamna si limita a controllare l’impresa di giornata, ringhiando di vedetta nella propria metà campo.
Tuttavia, il naufragio si completa solo al 35’ del secondo tempo.
Dopo un bis di rinvii maldestri della retroguardia ospite, Macchioni abbatte con le cattive il fantasista locale per il più solare dei rigori.
Sul dischetto va lo stesso numero 10, che non trema e firma il tris.
“Sono lontani quei momenti, quando uno sguardo provocava turbamenti”, cantava Vasco.
Vero è che talvolta anche Omero dorme.
Ma perchè si possa riportare l’equilibrio sopra la follia, il risveglio appare necessità immediata.
Tanto più che i campanelli di allarme già suonati in occasione della prima giornata del 2018, ora si sono fatti sveglie assordanti.
Appuntamento a sabato 20.01, ore 16, quando all’Oscar Achilli di Orvieto arriverà il Penna in Teverina.

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