
Giornate convulse per il calcio in provincia, dopo l’asta andata a vuoto per rilevare il titolo sportivo (ma anche la situazione debitoria) della Ternana in C e la possibile, ma non ancora accertata, nuova asta, sembra che per evitare la discesa dei rossoverdi nel calcio dilettantistico regionale, la soluzione più in voga sia l’acquisizione del titolo sportivo dell’Orvietana. La societa della Rupe infatti, conquistata la salvezza domenica scorsa al playout contro il Poggibonsi, resta al momento la squadra di livello più alto della provincia e la Ternana vorrebbe ripartire proprio dal campionato nazionale di Serie D, anziché dai tornei regionali, come toccherebbe invece a chi fallisce dalla serie C.
Scambio di titoli? Spostamento della sede dell’Orvietana a Terni con cambio della denominazione?
Lauta ricompensa economica per mandare in porto le trattative? Le ipotesi stanno correndo, di ufficiale però non ci sta nulla. Ma in caso andasse in porto cosa resterebbe ad Orvieto? La Ternana al momento non ha alcun titolo sportivo, non ha nemmeno una società a cui fare riferimento. Se in qualche modo acquisisse la D dall’Orvietana, |’Orvietana di fatto scomparirebbe. II presidente Biagioli potrebbe cercare un titolo di Eccellenza? Difficile se non impossibile da trovare, la stessa Ternana l’’Eccellenza al momento in teoria ancora non la ha. Si potrebbe pensare a una fusione /accorpamento con l’Orvieto FC e ripartire dalla Promozione? Ma questa ipotesi, poco percorribile, vorrebbe dire di fatto far scomparire la societa di Sferracavallo, che non accetterà mai, giustamente.
Poi ci sarebbero tutti i danni inflitti ai settori giovanili. Insomma per il fallimento della Ternana a pagare sarebbero solo le societa di Orvieto.
Lo stesso Biagioli aveva commentato a fine gara domenica “Sono contento per i tifosi quelli veri,per questa salvezza, mi dispiace invece per i gufi, che erano venuti ad assistere a un funerale che invece non c’é stato”. La speranza é che invece il funerale non si stia organizzando, per davvero, in queste ore.
Sempre Biagioli aveva più volte detto di avere energie per restare al comando, sebbene dopo 22anni al timone, vorrebbe capire se mai ci possa essere qualcuno in città a cui lasciare le redini perché “non posso mica durare altri 50 anni”. Il presidente orvietano ha comunque al momento smentito tutti i contatti: “Non so come andranno a finire le cose a Terni, io sto ad Orvieto, non mi sposto certo io, venissero qua, si ragiona, con la consapevolezza che questa é una azienda, perché anche in Serie D di questo parliamo, e non é che si può chiudere una azienda all’improvviso. Sono aperto a tante soluzioni, ma ho già pensato a quello che sarà il futuro, per rendere tutto più sostenibile . Se non sara possibile, si continuera come abbiamo sempre fatto. Anzi ho un paio di idee interessanti sul futuro, ora non le voglio anticipare, devo prima capire la loro percentuale dí realizzabilità. Posso però dire che é arrivato il momento di mettersi insieme con altre società, che non ha più senso fare calcio in certi modi, con i costi e le nuove normative che non aiutano, ma anzi affossano le realtà sportive, anche di categoria superiore”.
La preoccupazione di una eventuale cessione del titolo riguarda soprattutto le giovanili: dove finirebbero i tanti giovani delle varie categorie?
Si perderebbero inoltre tutti i livelli conquistati (Under 19 Nazionale, Under 17 Al Elite, Under 15 Al Elite, Under 16 regionale e Under 14 regionale) dove i biancorossi hanno ben figurato: playoff con Under 19, campioni umbri con Under 15 e Under 16, secondo posto con Under 14 e terzo posto con Under 17, un patrimonio da conservare . Sempre Biagioli infatti aveva ricordato domenica sera: “La forza che mi manda avanti sono i giovani. Abbiamo vinto il premio giovani di Serie D quattro anni fa, lo abbiamo rivinto lo scorso anno, questa stagione siamo arrivati secondi, negli ultimi anni nessuno ha ottenuto cosi tanti riconoscimenti ufficiali come l’Orvietana, inoltre siamo ai vertici di quasi tutti i campionati giovanili regionali. Fosse per me aumenterei il numero delle quote, in federazione ho votato per questo, ma la cosa non é passata, credo che andando avanti cosi, quando smetteremo noi della vecchia guardia, rimarranno veramente in pochi a fare calcio, si metteranno a giocare a briscola”.
Ovvio pero che la Serie D ha costi altissimi e senza altri sponsor o figure che possano aiutare l’Orvietana, la sostenibilità va a farsi benedire, per cui un’eventuale offerta alta da Terni non può essere scartata a priori. Ma da qui a perdere tutto, il salto nel vuoto sarebbe troppo grande.



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