
Dovrebbe essere questa la settimana che porterà l’Orvietana nelle mani di Bandecchi, dopo che l’operazione aveva avuto una piccola frenata, rispetto ai tempi previsti. Infatti, l’appuntamento dal notaio Clericò era stato fissato per lo scorso venerdì. Il Sindaco di Terni ci aveva scherzato un po’ su “Di venerdì non firmo mai”, ma pare che le motivazioni del rinvio non dipendessero tanto da Terni, ma da Orvieto. Prima della cessione di tutte le quote, qualcuno ha voluto vederci chiaro, approfondendo diversi aspetti.
Se il passaggio dell’Orvietana nelle mani di Bandecchi, ormai sembra avere strada spianata, anche in forza degli accordi preliminari, tutt’altra storia è il percorso che poi il Sindaco di Terni, ma anche Presidente della Provincia, dovrà seguire per portare il titolo nel capoluogo. Si parla dell’accorpamento dell’Orvietana da parte della Tip Futsal Ternana. Questo porterebbe ad un’unica società, con sede a Terni, che proseguirà il calcio a 5 e ingloberà il calcio a 11 di Serie D dell’Orvietana.
Affinché questo si realizzi servirà l’ok della Federcalcio, ora tutta concentrata sull’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Gravina. L’esito di questa operazione è tutt’altro che scontato, anzi a molti sembra addirittura azzardato al limite dell’impossibile, ma Bandecchi è sicuro di avere tutto in regola.
In realtà i problemi ci sono eccome, sia sul piano sportivo, che su quello civilistico e politico-federale. La FIGC dovrà valutare la continuità territoriale tra le due società che andranno a fondersi. Le città non devono essere troppo distanti, ci deve essere identità territoriale comune e in generale va verificato che l’operazione non sia artificiosa. Altrimenti la Federazione può negare la proposta. Questi controlli vengono effettuati per evitare che si nascondino fallimenti, cancellazione di debiti, per saltare facilmente categorie, evitare penalizzazioni, liberarsi di contenziosi fiscali o federali. La FIGC chiederà perciò chiarezza su: debiti verso tesserati, contributi, lodi arbitrali e in generale vorrà verificare se l’operazione sia solo uno strumento per scaricare i debiti nella vecchia società e mantenerne solo il titolo sportivo, da portare in un’altra città. Ma su tutti questi aspetti Bandecchi appare tranquillo.
Ovvio però che, una volta eventualmente ottenuto l’ok dalla Federazione, sono possibili ricorsi contro la decisione, sia da parte di altre squadre, ma anche con una pressione politica, con l’intervento dei sindaci interessati (e qui, lato Terni, Bandecchi ricoprirebbe il doppio ruolo). È già successo che alcune operazioni siano saltate, più per motivi ambientali e politici che giuridici. E parliamo di casi nei dilettanti, non nei professionisti.
Ci sono poi i problemi con la storia sportiva, soprattutto se si fonde una società di calcio a 5 con una di calcio a 11. Chi mantiene la matricola, i colori, lo stemma, l’anno di fondazione, i trofei, le coppe fisicamente presenti in bacheca? Sono aspetti delicati anche questi. Come detto altre società possono impugnare l’operazione davanti al Tribunale Federale, alla Corte Federale d’Appello, al Collegio di Garanzia CONI. Insomma se qualcuno volesse, potrebbe rendere molto complicata la nascita di quella che già ora molti ironicamente chiamano “la Bandecchiana”. Anche perché le tempistiche sono rigide, per un’eventuale iscrizione in D entro la scadenza. Basta un errore documentale o un ritardo per compromettere tutto.
Nel caso specifico di piazze importanti come Terni, poi, il problema diventa anche mediatico e politico. La FIGC tende sempre a evitare precedenti che possano sembrare “salvataggi creativi” fuori dalle regole, perché ogni altra società chiederebbe poi lo stesso trattamento.
Le ultime voci parlano di un Bandecchi che a brevissimo dovrebbe diventare proprietario unico dell’Orvietana, prima di intraprendere l’iter per portarla a Terni e cambiargli nome. L’ipotesi più probabile è la riuscita dell’operazione con la Serie D che si giocherà a Terni. Ma se, nella remota ipotesi, questo non riuscisse, cosa accadrà? Con Bandecchi proprietario, ma impossibilitato a portare la squadra a Terni, che fine farà l’Orvietana? Non verrà comunque iscritta? O ci ritroveremo ancora l’Orvietana in campo al Muzi, con Bandecchi presidente?
Ma le ultime indiscrezioni propendono per un Bandecchi che stia confezionando una serie D “chiavi in mano” da offire degli imprenditori ternani, per evitare che questi partano con un’altra società di Eccellenza. In questo caso Bandecchi resterebbe fuori dalla nuova società, per placare l’ira di quella parte di tifoseria che non vuole appoggiare una squadra con il Sindaco presidente.

foto Ternana Calcio


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