
Dopo settimane di silenzio, in cui il Presidente del Fanello ha lasciato parlare i fatti e i comunicati ufficiali federali, arriva finalmente anche la sua voce, affidata ad un comunicato ufficiale.
Ricordiamo che il Fanello, negli ultimi cinque anni, è stato protagonista di una cavalcata vincente che, dalla seconda categoria – la più bassa in Umbria – lo ha portato fino al campionato di Promozione, con degli investimenti rilevanti da parte della proprietà che hanno riguardato anche gli impianti sportivi di Porano.
La stagione 2024-2025 è stata la prima in cui gli arancioneri hanno disputato questo campionato, che, pur con qualche difficoltà, è terminato con una salvezza in extremis.
Il campionato in corso, cominciato sotto i migliori auspici, non ha portato però i risultati sperati: 6 punti in diciannove gare, frutto di una vittoria e tre pareggi. La ventesima giornata, che aveva in programma la gara casalinga contro il Torgiano, è coincisa con la rinuncia a presentarsi.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato firmato dal Presidente Silvio Corinti:
“Nello sport, siamo abituati a pensare che le sconfitte più pesanti arrivino al triplice fischio Invece, la sconfitta più bruciante per la nostra società è maturata lontano dal terreno di gioco, tra assenze ingiustificate, ammutinamenti silenziosi e una mancanza di rispetto che nulla ha a che vedere con i valori della maglia.
Con profondo rammarico, comunichiamo il ritiro ufficiale della squadra dal campionato. Una decisione sofferta, quasi obbligata, figlia di una situazione diventata insostenibile.
In cinque anni la nostra squadra è passata dal campionato di seconda categoria fino al campionato di promozione, un percorso bello ed emozionante, altre realtà anche più blasonate sono riuscite, e non tutte, a fare lo stesso percorso in trent’anni di attività.
Quest’anno nonostante un percorso tecnico difficile e una serie di risultati negativi collezionati proprio con chi oggi ha deciso di voltare le spalle, la società e lo staff tecnico hanno sempre garantito supporto e presenza.
Tuttavia, la risposta è stata un muro di gomma: *Ammutinamento ingiustificato: Giocatori che, nonostante le convocazioni ufficiali, hanno disertato allenamenti e partite;
• Alibi e accuse: Un puntare il dito contro la società e i tecnici per mascherare una resa che, sul piano sportivo, era già evidente;
• L’ombra del “mercato laterale”: il sospetto, purtroppo fondato, di interferenze da parte di altre società che, con fare poco etico, hanno contattato i tesserati offrendo condizioni “di favore” a stagione in corso.
La passione che dovrebbe essere il motore trainante per fare sport a livello dilettantistico è venuta meno a favore dei soldi. La conseguenza è stata matematica quanto tragica: una rosa talmente decimata da non permettere nemmeno il raggiungimento del numero minimo di 11 atleti per scendere in campo.
Di fronte all’impossibilità di onorare l’impegno sportivo con la dignità che questo club merita, la chiusura anticipata è stata l’unica via rimasta.
Non possiamo e non vogliamo appoggiare questo sistema. Se il calcio, anche a questi livelli, diventa un luogo dove l’impegno vale meno di una promessa sottobanco e dove la sconfitta diventa una scusa per scappare dalle responsabilità, allora il problema è culturale.
Il calcio è impegno, lealtà e appartenenza. Chi sceglie di non presentarsi, chi boicotta il lavoro altrui e chi approfita delle difficoltà altrui per “scippare” giocatori, non sta facendo il bene di questo sport. Sta solo accelerando il declino di un mondo che dovrebbe fondarsi sul sacrificio collettivo .
Si vince e si perde insieme, ma per farlo bisogna prima di tutto esserci. Chi scappa non perde solo una partita, perde la propria credibilità sportiva.”

foto di qualche anno fa dalla pagina Facebook ASD Fanello Calcio


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