Martedì 21 luglio 2026 ci ha lasciato Ennio Colombini, 95 anni, uno dei padri dello sport orvietano, di tutti gli sport orvietani. E non solo. Un uomo buono e di cuore che se ci fermiamo a pensare, pare esserci sempre stato, prima di tutti noi, prima di tutte le manifestazioni sportive, prima anche di ogni idea che mai potesse passarci per la testa.

A darne la triste notizia la Diocesi in cui Colombini era collaboratore instancabile. “Questa mattina ci ha lasciato Ennio Colombini, infaticabile collaboratore della nostra Parrocchia e di tutta la Chiesa orvietana. Un uomo che ha fatto della propria vita una missione verso i giovani e per i giovani, dai bambini agli adolescenti, fino ai più grandi. il filo conduttore: lo sport e il divertimento.
Storico braccio destro del Parroco Mons. Italo Mattia, con il quale hanno creato la “Passeggiata di primavera” che si corre in occasione della Festa di San Giuseppe e, insieme alla Diocesi, la Staffetta Praga-Bolsena-Orvieto, appuntamento che, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, si ripete ciclicamente nella Festa del Corpus Domini e segna il gemellaggio tra Praga e Orvieto. I viaggi con la Parrocchia, i pellegrinaggi a Lourdes, il campeggio in montagna e l’Oratorio cittadino. Una vita vissuta in pienezza per i giovani e tra i giovani. un grande uomo buono, un esempio di costanza, caparbietà e resilienza”.
Tanti, tantissimi i messaggi, in arrivo sia dal mondo dello sport, sia da tutta la comunità orvietana perché Colombini era conosciuto e stimato da una città intera. Ha cresciuto, prima nel mondo della scuola, ma anche in quello sportivo e poi di chiesa generazioni di orvietani e orvietane, accompagnandone la vita.
“Ci lascia un’altra istituzione: Ennio Colombini un amico, un amante dello sport inteso come divertimento e come mezzo di crescita”. Le parole di Paolo Egidi, dirigente della Cestistica Azzurra basket. Amavi il basket come me, anche se io tifavo per le scarpette rosse, sei stato il più grande dirigente, senza esserlo del basket orvietano. Mi raccontavi sempre di essere stato alunno del mio babbo, quando salivo in montagna a trovare la mamma nei campeggi di Don Italo, eri sempre presente e lunghe chiacchierate dietro una birra e davanti ad un tagliere di spek. Ti voglio ricordare sempre così, con il tuo sorriso . Un grande abbraccio ai suoi.
Alice Faitovà con la quale ha condiviso l’esperienza della Staffetta Praga-Bolsena-Orvieto
Ciao Ennio. Ci sono persone che, quando se ne vanno, lasciano un vuoto difficile da descrivere. Non solo per chi le ha amate, ma per un’intera comunità. Tu sei una di quelle persone.
Come si saluta un grande amico quando se n’è andato? Forse non con un addio, ma con un grazie. Un grazie per tutto quello che hai saputo donare, senza mai chiedere nulla in cambio. Ho avuto la fortuna di conoscerti nel lontano 2000. Mi chiedesti di tradurre dall’italiano al ceco il materiale per quello che allora era solo un sogno: la Staffetta Praga–Bolsena–Orvieto, sulle orme di Pietro da Praga. Nessuno poteva immaginare che quel progetto sarebbe diventato molto più di una manifestazione sportiva. È diventato un ponte tra popoli, culture e persone; un legame autentico tra Praga, Bolsena e Orvieto che continua ancora oggi.
Da quella richiesta di traduzione è nata un’amicizia che mi ha accompagnato per ventisei anni. Abbiamo condiviso chilometri, incontri, sorrisi, difficoltà e soddisfazioni. Abbiamo incontrato rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa e tantissime persone animate dallo stesso desiderio: lasciare qualcosa di bello alle generazioni future.
E tu ci sei riuscito. Hai lasciato una traccia che nessuno potrà cancellare. Hai dedicato la tua vita alla comunità con una generosità rara, sempre con discrezione, senza cercare riconoscimenti. Hai creduto nei giovani, li hai ascoltati, accompagnati e incoraggiati. Per molti sei stato un punto di riferimento, un esempio silenzioso ma concreto. Avevi la capacità di far sentire ogni persona importante, di unire invece che dividere, di costruire invece che distruggere.
Filippo ha espresso un pensiero che condivido profondamente: «A Ennio dovrebbero fare un monumento per tutto quello che ha fatto per la comunità…» Come dargli torto.
Ma credo che il monumento più grande tu lo abbia già ricevuto. È l’affetto sincero di tutte le persone che oggi ti piangono. È il ricordo che hai lasciato nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerti. È il sorriso dei giovani che hai aiutato a crescere. È quell’amicizia tra Praga e Orvieto che hai saputo trasformare in una storia vera, fatta di persone, di valori e di fraternità.
Mi piace pensare che, ovunque tu sia ora, continuerai a guardare con il tuo sorriso discreto tutte le persone che hai fatto incontrare, tutte le amicizie che hai fatto nascere e tutti i semi che hai piantato con pazienza in questi anni.
Grazie, Ennio, per la tua amicizia, per la tua fiducia e per tutto quello che mi hai insegnato. È stato un privilegio camminare al tuo fianco. Buon viaggio, amico mio. Ci mancherai. Ma il tuo esempio continuerà a vivere in ciascuno di noi.
Giungano alla famiglia le condoglianze della redazione di Orvieto24/OrvietoSport.
I funerali si terranno, domani, mercoledì 22 luglio, alle 17:30 in Duomo.


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