mercoledì, Ottobre 7contatti +39 3534242011
Shadow

Orvietana, Orvieto FC e NuovaUSO, il valore della memoria: il passato non si eredita, il futuro si costruisce

Dalle maglie biancorosse al marchio Orvietana Calcio 1910, una riflessione sull’identità sportiva di Orvieto: custodire la storia ultracentenaria dell’Orvietana e lasciare a chi c’è oggi la libertà di costruire la propria tradizione.

C’è una domanda che, in questi giorni, vale la pena porsi, una domanda che riguarda il calcio, ma soprattutto riguarda la memoria di una città. 

Che cosa significa davvero raccogliere l’eredità di una squadra che non esiste più? 

Una maglia non basta a raccogliere un’eredità 

A Orvieto, dopo la scomparsa dell’Orvietana Calcio, l’Orvieto FC è diventata la prima squadra cittadina per categoria e per numeri ed ha costruito un sodalizio con altre due realtà del territorio: una neonata, la Nuova USO, e una già consolidata, l’Alfina Lupi. 

Parliamo di una società nata nel 2017 che oggi è un punto fermo importante del calcio orvietano. 

Da qualche settimana, la vediamo sovente scendere in campo con maglie biancorosse, quelle stesse maglie che per generazioni hanno significato Orvietana. 

E allora ci è venuta spontanea una riflessione: una cosa è raccogliere idealmente una eredità e altra cosa è confondere questa eredità ideale con la continuità storica di una società. 

Una storia ultracentenaria, fatta di generazioni 

L’Orvietana aveva una storia ultracentenaria. Nel corso dei decenni sono cambiate le denominazioni, sono cambiati i presidenti, sono cambiati i dirigenti, gli allenatori e i giocatori: è così che si è costruita una memoria sportiva.  

Campionati, promozioni, retrocessioni, vittorie, sconfitte, raccontate attraverso fotografie, trofei e maglie e soprattutto attraverso generazioni di orvietani che hanno vissuto quella storia e hanno contribuito a scrivere quella che oggi è una tradizione. 

Facciamo un esempio, volutamente semplice ed anche esasperato. Immaginiamo che, per una qualunque ragione, domani l’AS Roma chiuda i battenti e che, alla prima occasione, la Lazio scenda in campo con la maglia giallorossa. 

La maglia sarebbe giallorossa, ma qualcuno potrebbe mai pensare che la Lazio sia diventata la Roma? Probabilmente no. 

Perché utilizzare un simbolo non significa automaticamente diventare ciò che quel simbolo ha rappresentato. Una maglia può richiamare una tradizione ma non può, da sola, riscriverne la storia, che si è interrotta in un giorno di giugno. 

L’Orvieto FC ha una storia tutta sua 

Al contempo, l’Orvieto FC ha una storia propria, propri colori, ha i propri dirigenti, i propri allenatori, i propri giocatori, il proprio settore giovanile, la propria struttura societaria, i propri risultati e i propri ricordi. E’ una storia più giovane, certamente, ma che ha tutti i numeri in regola per poter essere ancora costruita. 

Tra venti, trenta, cinquant’anni, potranno esserci fotografie che ancora non esistono, trofei, campionati vinti, giocatori diventati il simbolo della società, partite che entreranno nella memoria dei tifosi. E sarà proprio questo, unito a tutto quello che c’è già stato, a costruire la tradizione dell’Orvieto FC. Una tradizione propria, non presa in prestito. 

E, sullo sfondo, c’è un altro elemento importante. 

Il marchio torna alla città 

La Nuova Ternana 1925 ha annunciato la volontà di cedere gratuitamente al Comune di Orvieto il marchio “Orvietana Calcio 1910”, dopo aver completato gli adempimenti necessari. 

È una notizia che consideriamo positiva, perché quel marchio rappresenta una parte importante della storia sportiva di Orvieto e va nella direzione che OrvietoSport auspicava. 

 Proprio per questo il Comune avrà un ruolo importante nella conservazione della memoria sportiva orvietana e di questo marchio dovrà averne estrema cura, per evitare che nel tempo si possa ripetere la fine ingloriosa di pochi mesi fa, con il marchio che è ritornato nella disponibilità della città solo grazie alla “magnanimità” del nuovo proprietario, che non aveva alcun obbligo a riguardo. 

Custodire il passato, senza confonderlo con il presente 

E allora forse la strada migliore è proprio quella di separare passato e futuro, senza contrapporli. 

L’Orvietana oramai appartiene alla storia ed è bene che lì rimanga, con i suoi colori ed il suo marchio, tutto custodito e valorizzato dalle massime autorità cittadine. 

L’Orvieto FC, e tutto il suo sodalizio, appartiene al presente e può appartenere al futuro, costruendo in questo modo la sua tradizione: ha tutte le carte in regola per poterlo fare; lo ha dimostrato sul campo dal 2017 a oggi. 

Perché non c’è nulla di male nell’essere nati nel 2017 o addirittura, come la Nuova USO, nel 2026. Non è una debolezza; è semplicemente la propria storia. E quella storia può divenire ancora più importante di quello che oggi è, può diventare bellissima, può essere raccontata negli anni ai propri figli. Si costruirà sul campo, anno dopo anno, vittoria dopo vittoria, sconfitta dopo sconfitta. 

Una tradizione ancora tutta da scrivere 

Non serve indossare il passato per costruire il futuro. Si può fare una cosa molto più semplice: rispettare ciò che è stato e che non tornerà più e lasciarsi aperta la possibilità di costruire quello che sarà. 

La storia dell’Orvieto FC – e da oggi anche della Nuova USO – è ancora tutta da raccontare ed è proprio questo il bello. Non serve prendere a prestito una storia centenaria quando si è padroni della propria. Una storia che non ha bisogno di intrecciarsi con i colori dell’Orvietana, perché è e sarà semplicemente la storia dell’Orvieto FC e di tutto il sodalizio che lo stesso Orvieto FC è riuscito nell’impresa di creare. 

Commenti

comments

Powered by Facebook Comments


SOSTIENI L'INFORMAZIONE ORVIETANA.
SOSTIENI ORVIETO24/ORVIETOSPORT

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Popups Powered By : XYZScripts.com