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Orvietana, difficile difendere l’indifendibile

Difficile difendere l’indifendibile com’è, per esempio, l’Orvietana del momento arrivata all’undicesima sconfitta, nona nelle partite interne. Dato utilizzabile a conferma della sindrome del campo amico, non nuova per la verità ma giunta nella zona di sgombro che anticipa la scomparsa dalla quarta serie.
Sgombro non è, verosimilmente il termine più indicato sebbene rafforzi il concetto sull’urgenza di correggere quanto costruito fino a ora.
Antonio Rizzolo ha già pagato, sarebbe controproducente prendersela nuovamente con l’uomo della panchina, adesso Niccolò Pascali.
Si badi bene, nessuno chiede la rimozione di questo o quell’altro, ma semplicemente la presa d’atto degli errori fatti, per carità in buonafede, a ogni modo alla base della situazione venutasi a creare prima di ripartire con rinnovate energie.
La rosa assemblata, tenuto conto delle varianti in corso d’opera e della doppia figura in tutti i ruoli non ha problemi numerici.
Il reparto difensivo, semmai, manca di centimetri in altezza, fattore rilevante nella serie D. Accanto a componenti giusti per storia personale e dell’Orvietana c’è qualche giovane ancora in formazione ai quali non sono attribuibili responsabilità dirette nella gestione delle partite. Casomai, è più giusto soffermarsi su problema strutturale causato da comportamenti già radicati e tali da rendere meno fluido l’inserimento in altre abitudini (attitudine ad attaccare o difendere e viceversa).
In mezzo al campo, Wall Street del calcio, lavorano broker, analisti, trader ecc. manca, però il quotista che sceglie gli investimenti più adatti per i guadagni dell’azienda e sembrano scarseggiare collaboranti all’altezza di applicare le istruzioni ricevute (un esempio: come rifornire gli attaccanti).
Il centravanti, come le punte esterne sono gli operatori dai quali dipende il guadagno sempre che ricevano le dritte giuste dagli amministratori del centro campo. L’Orvietana attuale ne ha quattro (Panattoni – Caon – Tilli – Nhaga) e appare abbastanza clamoroso che non siano messi in condizione di svolgere i compiti per i quali sono stati scelti.
L’organizzazione generale vista da fuori sembra funzionare salvo scoprire che qualcosa non andava soltanto quando sarà troppo tardi (lo dice la storia).
Che fare? Ciascuno si guardi dentro prima di proseguire il suo lavoro correggendo qualcosa se lo riterrà opportuno per arrivare a una collegialità costruttiva senza prevaricazioni.
La prossima trasferta a Grosseto, dalla quale si potrà uscire con qualsiasi risultato, costituirà, in ogni caso un banco di prova probante a percepire segnali di una svolta.

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2 Comments

  • schietto

    Ma come è da inizio anno tutte belle tutte bone e poi se trovamo quartultime co la squadra che nu gioca nu corre e nu cià un verso!
    La colpa nu era de Rizzolo che tocca faglie unm monumento che noastante tutt ele compromesse se sarvamao tranquille!
    dai inizio anno mae un critica mae n’altro opinioner delle cose … le giocatore nun erano bone nun se poteva dì , che le dirigente sbaglioino nun se pò di, dell’infortunie infortunie non se potevqaa dì, che nu corremo nuin se poteva dì , adesso che l’allenatore novo nu è bono nu sè pò dì!
    E allora è colpa de Rizzolo anche mò?
    Rizzolo e lsu vero staff, no quelle che stanno qui da 4 allenatore fà , tocca faje il monumento che nonostante ste casine c’avrebbe sarvatop tranquuille!
    Mo divertimose a sarvasse co tutte ste sorde spese !

  • Pino

    Nel calcio i meriti e i demeriti sono legati ai risultati quindi normale che Rizzolo ha pagato ma perché i risultati valgono solo per lui?
    controproducente prendersela con pascali perché? ê qui da 5 giornate ha fatto 5 punti, uno di meno rispetto alle stesse 5 partite di rizzolo. Lui non dipende dai risultati?
    ha detto che domenica nel secondo tempo con Mauro esterno L orvietana ha spinto di più………ma Mauro esterno l ha messo a 10 minuti dalla fine quando già perdeva 1a0, le scelte contano.
    e il direttore sportivo pare un impiegato del ministero a posto fisso ha sbagliato otto o nove acquisti giocatori che vanno e vengono in continuazione pochi buoni qualcuno neanche discreto. e però neanche per lui i risultati valgono.
    controproducente è prendersela solo con qualcuno perché il calcio è un gioco di squadra si dividono i successi e i fallimenti

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