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Momento d’oro del San Venanzo, parla il bomber Thomas Scaini

E’ ormai una realtà il San Venanzo di Ettore Turchi: la vittoria di misura contro l’Am 98 è valsa la seconda posizione. L’autore del gol-partita è Thomas Scaini, attaccante ventottenne, alla seconda stagione a San Venanzo. Due annate agli antipodi: “Dà una sempre all’ultimo posto, ad una in cui non abbiamo mai abbandonato la zona alta della classifica”.

Come sei arrivato in biancazzurro?
“Sono a San Venanzo perché non si possono rifiutare le chiamate di Pierpaolo (Tomassini, ndr), poi sono rimasto perché si sta proprio bene. E’ una vera società dilettantistica: rispetto ad altre, che magari ottengono pure risultati meno soddisfacenti, non ti fanno mancare niente. Nemmeno la scorsa stagione, quando i risultati non venivano, non ci sono stati provvedimenti di nessuna natura”.

Oltre all’innegabile valore per la squadra, il tuo gol di domenica ha significato la doppia cifra personale. Era un tuo obiettivo?
“Non ho mai fatto tanti gol come qui: il mio record lo avevo già battuto la scorsa stagione sempre a San Venanzo, con 11 gol. Ora sono a dieci, che ti dico? Sarà l’aria buona o il cinghiale che ci fanno mangiare…e che fra l’altro la società ci ha promesso per la vittoria di domenica!”. Un vero bomber anche nello spirito.

Cosa caratterizza questa squadra?
“Siamo tutti giovani, c’è un bel gruppo. Nessuno si sente una prima donna, come per esempio potrebbe fare Pierpaolo Tomassini. Invece è il primo che si mette in discussione. La società è sempre presente, come il pubblico”.

Sarà la soddisfazione per l’ottimo periodo, ma Scaini non lesina complimenti: cosa c’è allora dietro a questa stagione quasi perfetta?
“Il vero segreto di questa squadra è il tecnico Ettore Turchi. Con lui ho giocato prima e mi ha allenato poi a San Marco – nelle cui fila Scaini ha militato per dieci anni – Ci ha dato il modulo, che è vincente: Tomassini riesce ad essere più libero, senza pensare a rincorrere gli avversari e per l’attacco è decisivo. Poi gli inserimenti di Ceceroni e Bicchieraro per me sono degli ottimi inviti”.

Qual è stato il gol più bello?
“Sicuramente quello di Campitello. Un’azione perfetta: verticalizzazione con ultimo cross di Pambianco, il mio pallonetto è venuto naturale”.

La tua specialità però, rimangono i colpi di testa:
“Ma quest’anno è di piedi che segno di più. Anche Turchi mi prende in giro”.

Se si prova a tornar seri, riusciamo ad avere un’analisi più tecnica sul periodo non brillante in quanto a gioco: c’è stata una piccola flessione?
“E’ vero, dopo la pausa natalizia non abbiamo ripetuto le prestazioni precedenti. Forse un piccolo calo mentale: la salvezza, obiettivo dichiarato ad inizio stagione, era raggiunta. In effetti anche le altre squadre al giro di boa, hanno rallentato. Sarà anche un periodo fortunato, siamo riusciti a vincere anche con prestazioni mediocri. Ma non ci culliamo, anche nello spogliatoio ci arrabbiamo se capiamo di non aver fatto una bella gara. Io le partite che rimangono voglio vincerle tutte”.

Una specie di avvertimento per la Clitunno capolista?
“E’ difficile riprenderli. Sono una compagine quadrata, ottimo attacco e difesa, un gioco migliore. Ma  provarci si può”. E per non smentirsi, ancora una battuta: “Scrivi che sono stato l’unico con cui Tomassini ha giocato per più di quattro anni: nessuno può vantare lo stesso onore, ora che ha deciso di smettere!”.

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