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Pesca, Lorenzo Borrello ci racconta di una visita guidata a Terria

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Lenza Orvietana Colmic Stonfo, locale società di pesca, da sempre collabora con le Scuole dell’Orvietano per educare gli alunni al rispetto della Natura attraverso la pesca sportiva, sana attività che contribuisce a distogliere i ragazzi dalle tentazioni della vita quotidiana. In particolare, con la Scuola Media Scalza Signorelli di Orvieto, ha rinnovato il progetto “Pianeta acqua” , in collaborazione anche con la FIPSAS di Terni, ed ha accompagnato gli alunni delle seconde classi presso il Laboratorio Ittiogenetico di Terria, in Valnerina. Di Tale inziativa abbiamo già riferito in precedenti articoli, per cui, in questa occasione, faremo parlare gli alunni che hanno descritto con dovizia di particolari la giornata, diversa dal solito, che hanno vissuto il 5 marzo scorso.

Tra i temi pervenuti, tutti molto belli, è stato scelto quello più ampio e ricco di particolari, scritto da Lorenzo Borrello:

“Il giorno 5 marzo alle ore otto, la mia classe ( la seconda C ) e la seconda B siamo partiti per una visita guidata al laboratorio ittiogenetico di Terria.

Ad un certo punto del viaggio in pullmann ha preso il microfono il sig. Maggi , che avevamo conosciuto a scuola quando ci aveva illustrato il mondo della pesca e le caratteristiche naturali dell’ambiente ittico. Egli, essendo stato un campione di pesca era veramente un esperto in materia.

Ma Maggi ci ha intrattenuto anche con battute scherzose che riguardavano pure l’autista e gli altri accompagnatori.

Arrivati nei pressi di Terria ci ha ricordato le regole di comportamento da rispettare nel Laboratorio.

Abbiamo fatto colazione in uno spiazzo nei pressi di lunghe vasche contenenti trote e quindi siamo entrati in un laboratorio dove, oltre a degli acquari, c’era un “megaschermo” che illustrava con degli schemi l’ecosistema ittico dato da fattori biotici (viventi) e abiotici (che non vivono). Tra i biotici troviamo le alghe, i pesci e gli insetti, tra gli abiotici il clima, la temperatura, la quantità di ossigeno presente nell’acqua, la presenza di luce, ecc. Entrambi questi fattori sono estremamente correlati tanto che la mancanza o l’eccesso di uno modifica l’altro. Sempre nel Laboratorio ci hanno spiegato di come alcune specie di pesci vivono alla sorgente del fiume, altri alla foce, di come la forma stessa del pesce influisca sulla sua velocità (esempio: il salmone è affusolato perché deve riuscire a risalire la corrente del fiume e di conseguenza è molto veloce).

A questo punto della visita ci hanno diviso per classi e la seconda B è andata al fiume, mentre noi ci siamo recati in un laboratorio più grande, con varie vasche contenenti vari stadi di vita delle trote (uova, trote appena nate, trote adulte e trote giovani).

In seguito siamo usciti all’aperto dove erano presenti due vaschette: nella prima c’era una trota che l’assistente ha addormentato con diversi misurini di sonnifero solubile in acqua. Dopo qualche minuto la trota si è girata di lato e si è addormentata. In questo modo la signora ha potuto tirarla fuori dall’acqua e farne osservare i particolari altrimenti impossibili da vedere.

In primo luogo ci ha mostrato l’interno delle branchie che appare rosso perché irrorato di sangue; poi ci ha fatto notare come in diversi punti delle pinne e delle squame fossero presenti delle lacerazioni dovute allo sfregamento durante la stagione degli amori sulle pareti delle vasche. Ho imparato che le trote non si possono toccare a mani nude, bensì soltanto con i guanti, sia per la differenza di temperatura tra il nostro ed il loro corpo, sia per non togliere loro la mucosa che li protegge da funghi e infezioni. Alla fine l’assistente ha preparato la seconda vaschetta con un disinfettante blu, che ha fatto diventare blu anche l’acqua dove poi ha messo la trota che, dopo qualche minuto si è svegliata.

Terminata questa esperienza, è venuto il nostro turno di andare al fiume. “Armati” di pinze e colini ci siamo messi sulla riva dove, posizionando trasversalmente alla corrente il colino, abbiamo catturato dei piccoli insetti che poi sono stati raccolti tutti in un contenitore. A questo punto ci siamo trasferiti di nuovo nella stanza del “megaschermo”: lì, grazie ad un ingranditore abbiamo visto proiettati sullo schermo gli insetti che avevamo catturato, analizzando i particolari anche più minuti, di ognuno.

Per finire, ci hanno mostrato come, dalla presenza o meno di determinati insetti e pesci, si possa determinare il grado di inquinamento di un corso d’acqua.

Poco dopo mezzogiorno abbiamo iniziato il viaggio di ritorno. Abbiamo potuto vedere, passando, la Cascata delle Marmore aperta, è stato uno spettacolo veramente entusiasmante. Siamo infine tornati a casa stanchi ma felici di aver passato una giornata diversa dalle altre e contenti per aver acquisito nuove conoscenze.”

Per questo suo puntuale e preciso racconto, Lorenzo è stato premiato, con attrezzature di pesca, nella palestra della Scuola Media I. Scalza, dal Presidente della Lenza Orvietana, Valentino Maggi, alla presenza dei suoi compagni di classe, della Dirigente, prof.ssa Annarita Bellini e della prof. di Educazione Fisica, Rita Custodi.

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