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OFFSIDE #8. Piombino, prossima fermata Orvieto!

Raggiungere Orvieto in bicicletta, da Piombino, è molto semplice.

Istruzioni per l’uso: entrare in possesso di una bici da corsa, acquistare un biglietto del treno Piombino-Orvieto, eventuale coincidenza compresa, salire con la bici in spalla, una sorta di bagaglio a mano, e scendere a Orvieto.

Arrivati in Piazza Matteotti, così si chiama quella della stazione ferroviaria, perché c’è una Piazza Matteotti in tutta Italia, ripetere la stessa operazione per raggiungere Piazza Cahen, via funicolare, per poi uscire rapidamente dalla fermata della stessa, salire in sella, tagliare il traguardo e prendersi gli applausi del pubblico.

Così facendo si evitano, nell’ordine, i seguenti inconvenienti:

– rischio inghiottimento in una delle tante buche disseminate negli ultimi chilometri del tracciato.

Da segnalare, in particolare, nel tratto Tombe Etrusche – Piazza Cahen, ad oggi, crateri vulcanici inattivi pronti a risvegliarsi durante il passaggio della carovana Rosa.

– la salita di Santomanno, 700 mt con pendenza media 11%, non proprio il massimo da affrontare dopo 190 km di fatica;

– pranzo o pasto in sella, sconsigliato a chi, da piccolo, ha sempre avuto paura di andare in bici senza mani e, di conseguenza, con le stesse sempre incollate al manubrio.

Fine della tappa alternativa.

 

Il ciclismo, sorvolando sugli inevitabili discorsi legati all’etica sportiva, è e sarà sempre un’altra “cosa”.

L’unico sport al mondo dove il pubblico non paga, partecipa attivamente alla fatica dei corridori, attende lungo il percorso i o il “battistrada”, il “gruppo della Maglia Rosa” o il “drappello dei più immediati inseguitori”, per riprendere, tra virgolette, una serie di citazioni tipiche presenti nelle telecronache dell’unica voce del ciclismo da me riconosciuta dalla nascita, ovvero quella dell’indimenticabile Adriano De Zan.

Quando la strada si impenna, lo “strappo finale” di Santomanno spero possa testimoniarlo, i tifosi entrano fisicamente in contatto con i corridori, li aiutano nella pedalata, accompagnano lo sforzo senza, giustamente, distinzione di classifica, perché la fatica non ha colore.

 

Sarà una due giorni di grande sport, una 24 ore “Rosa”, da onorare, se possibile, con una serata nella quale la città renderà omaggio a una manifestazione che va oltre l’aspetto sportivo.

Il Giro è storia, identità nazionale, uno spaccato del nostro paese che quest’anno festeggia i 150 anni della sua Unità.

 

Arrivo e partenza dalla nostra città, un motivo di orgoglio in più per conquistare la nostra virtuale Maglia Rosa.

Piombino prossima fermata Orvieto.

Orvieto fermata successiva Fiuggi.

 

Indro Montanelli diceva: “Il Giro d’Italia ha il potere di trasformare in domenica tutti i giorni della settimana”.

 

Buona domenica a tutti, anche se, questa volta, arriva di mercoledì!

 

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