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3. OFFSIDE #41 – Un canestro per ricominciare e le immagini da ricordare

Grande, grandissima, divertentissima serata al PalaPorano in occasione di “Un canestro per ricominciare”. Non ho fatto foto, le istantanee sono già nella memoria e provo a raccoglierle in poche righe. Ognuno avrà le sue, le mie sono queste.

 

IL RISCALDAMENTO

Nella metà campo Arrapaho non c’era spazio per far cadere uno spillo, con la rosa al gran completo, dall’altra parte oltre al Grande, in tutti i sensi, Antonello Riva vedo Fabrizio Frizzi “esibirsi” in improponibili tiri dalla lunga distanza riuscendo, con l’aiuto del tabellone, a infilarne uno su tanti tra l’incitamento generale. Sembrava una prova figlia del programma di inizio anni 90 “Scommettiamo Che?”, da lui condotto, mancava solo la sigla “…chissà, chissà, chissà se ce la fa…”

 

 LA PRESENTAZIONE DELLE SQUADRE

Alla destra della mia/nostra postazione, in puro stile pubblicità “vi piace vincere facile…”, gli Arrapaho sembrano essersi moltiplicati mentre Antonello Riva, accanto a Fabrizio Frizzi, riceve la giusta standing ovation per una meravigliosa carriera che lo vede, ancora oggi, in testa ai realizzatori della Serie A e della Nazionale.

 

IL MATCH

Ritmo basso, tanti “numeri”, più o meno riusciti, qualche tirocross da 3, la pulizia della meccanica di Riva, l’arbitro Arrapaho che mantiene vivo il contropiede degli artisti, i numerosi quintetti proposti dagli indiani, Brunori da 3, il Fiacco che segna, Pimpolari che non si lamenta, Warrior calmo, la panchina lunga, le giocate del 13 ospite, quello “c’ha rifatto” abbiamo pensato tutti, ditemi il nome per favore, il tavolo che non fa partire per una volta il tempo, le infrazioni di passi dimenticate, i palloni persi, quelli recuperati, le preghiere dell’ultimo secondo, i blocchi/non blocchi, i taciti accordi (Ferdi/Patrignani) per far tirare qualcuno, la zona degli artisti, 40’ minuti effettivi ma non troppo e tanto altro fino ai 20”secondi finali, l’unico momento vero della partita, che tratterò nell’immagine sotto.

 

IL TIME OUT FINALE

Va bene l’esibizione, la partita amichevole e il “volemose bene” ma a pochi secondi dalla fine con gli Arrapaho avanti di 2 e palla agli artisti, con lo statuario Antonello Riva pronto al delitto perfetto, c’è stato l’unico vero time out tecnico del match. Da una parte  Riva convoca i suoi spiegando la giocata, dall’altra gli Arrapaho si organizzano per negargli il tiro.

Lo schema Artisti è chiaro: palla a Riva per la tripla. Lo schema Arrapaho è chiarissimo: raddoppio su Riva per negargli la tripla.
La palla arriva, il raddoppio pure, Riva scarica, il compagno prova ma la palla si ferma sul ferro.

Per quanto possa contare hanno vinto gli organizzatori cinquesette-cinquecinque.

 

IL PUBBLICO

Fantastico, splendido e simpatico, in perfetta simbiosi con il campo, scosso dall’adrenalina dei New Generation tra il terzo e quarto quarto.

Complimenti a chi ha giocato, a chi ha organizzato e a chi si è seduto sugli spalti contribuendo alla bellissima serata.

 

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