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Alessandro La Vecchia: “Ricomincio da qui”

Rilassato, contento, ansioso di raccontare la sua nuova avventura. In una parola, realizzato. E’ questa la prima impressione che mi trasmette Alessandro La Vecchia, quando lo raggiungo telefonicamente in Romania, nel suo primo giorno libero, da quando, una decina di giorni fa, ha cominciato il ritiro con la squadra professionistica del Caransebes, della provincia di Timisoara, che milita nel campionato rumeno di serie B.
“Finalmente sono tranquillo; meglio di così non mi poteva andare.”
E la Thailandia?
“Lì ho lasciato senza alcun rimpianto. Avevo delle buone prospettive, ma il gioco non valeva la candela. Ero lontano migliaia di chilometri da casa e giocavo in serie C, perché la squadra, che inizialmente mi aveva ingaggiato, aveva superato il numero di stranieri consentito e quindi avrei dovuto aspettare ancora una stagione per salire di categoria. Inoltre, durante la mia permanenza in Asia, ho avuto alcuni imprevisti e mi sono accorto che lontano dall’Europa diventa complicato gestirli; mi sono accorto di essere senza alcuna tutela da parte delle autorità locali. Per fortuna, io vengo dalla scuola della strada e me la sono cavata.”
Dall’Asia all’Europa, come ti si è presentata questa opportunità?
“Sono stato contattato da Riccardo Ronca, il direttore sportivo del Caransebes, che già conoscevo. Ho preso al volo l’occasione che mi si presentava. Il campionato di serie B rumeno è di alto livello, certo non come in Italia, ma niente a che vedere con la Thailandia, dove il calcio è ancora tutto da sviluppare ed il livello è necessariamente molto inferiore. I calciatori professionisti, normalmente, preferiscono restare in Romania, piuttosto che andare a giocare all’estero, e quindi innalzano il livello del campionato. “
Ormai ti starai già ambientando.
“Mi trovo benissimo. Cominceremo il campionato il prossimo 29 agosto. Oltre a me, ci sono altri due italiani in squadra e lo staff è tutto italiano. L’allenatore è Giovanni Pisano, ex calciatore con un grande passato da professionista, che ha tanto da insegnarmi e dal quale, mi sono reso conto, io ho ancora tanto da imparare. Sta sistemando i ruoli, perché la rosa non è ancora al completo. Manca qualche under e lo stanno cercando proprio in Italia, perché il Mister viene da un’esperienza alla Salernitana, dove c’è un vivaio di tutto rispetto.”
Insomma, sei sicuro che tra voi ci sarà un’intesa perfetta…
“Sicuramente. Anche se mi dice sempre che devo lavorare molto sulla fase difensiva…”
Sulla fase difensiva? Ma giochi davanti, no?
“Sì, ma non rientro mai!” scherza Alessandro.
E fuori dal campo?
“Anche all’esterno, sebbene oggi è il mio primo giorno completamente libero e non ho avuto ancora tanto tempo per guardarmi attorno, mi sembra che sia tutto ok. Mi aiuta tanto la vicinanza geografica con l’Italia. La Romania, che nonostante sia Paese UE ha ancora la sua moneta, ha un ottimo rapporto tra qualità e costo della vita. Si sta veramente bene.”
Resta un ultimo spazio per qualche riflessione, se hai voglia di farne.
“Ho trent’anni. Nel calcio, giocare fino a quaranta è già tantissimo, per cui sono consapevole che non mi resta tanto tempo. Considero un traguardo essere riuscito a rientrare tra i professionisti. Ho fatto tanti errori, ma su quegli errori ci ho lavorato tanto. Non posso guardarmi indietro, altrimenti non andrei avanti, ma ci ho messo sempre la faccia. Ed è grazie agli errori, e al fatto che li ho riconosciuti come tali, che ho avuto la possibilità di arrivare fin qua.”
Beh, non sarà solo grazie agli errori…
“No, per fortuna no. Ho il privilegio di avere una splendida famiglia che mi ha sempre sostenuto, oltre ad amici di vecchia data, con cui ho un legame che va molto al di là del calcio. Mi riferisco – e, per favore, riporta i loro nomi – a Simone Ermini e all’Avvocato Andrea Solini, persone speciali che per me ci sono sempre state, anche nei momenti un po’ meno felici. Ed io per loro ci sarò sempre. Infine, un ringraziamento particolare va anche ad altre due persone, Carlo Di Biasi e Cristian Iversa, che ho conosciuto da poco, ma che si sono rivelati molto più amici di alcuni con cui ho passato una vita.”

LAVECCHIA 1

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