Non è proprio l’anno del calcio a 5

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Dalla serie B alla serie D, tutte le 4 squadre orvietane sono ultime in classifica.

Guardando solo i risultati sta andando veramente male, peggio non sarebbe possibile. Eppure è uno dei movimenti che è esploso maggiormente negli ultimi anni: dai fasti della vecchia Coar, arrivata fino alla serie A2, per poi chiudere mestamente i battenti, prima trasferendosi a Terni senza poi riuscire a finire la stagione, allo scorso anno quando ben tre squadre orvietane disputavano la massima serie regionale conclusasi con la promozione nei tornei nazionali, dopo i playoff, del Gala. A questi risultati ovviamente si accompagna un largo numero di iscritti, tanto che nei campionati ora in corso nel solo Comune di Orvieto vi sono ben 4 squadre partecipanti ai vari tornei FIGC. Ma tutte occupano l’ultimo posto in classifica: Il Gala ha perso 11 partite su 11 nel campionato nazionale di Serie B, ma grazie al ritiro del Fiumicino, non avrà comunque problemi di retrocessione. L’Oasi è ultima in C1 regionale, il Sugano ultimo in C2 e il Canale ultimo in Serie D. 4 squadre nel nostro Comune in 4 categorie differenti, ma i risultati proprio non arrivano. Anche se va detto che il Gala in qualche gara non è stata certo fortunata e che l’Oasi ha tutte le carte in regola per tirarsi fuori da questa situazione, ma certo che a leggere le classifiche oggi c’è di che rimanere delusi. Gli unici lampi di luce arrivano dalla vicina Castel Giorgio, con la squadra in zona playoff in C1, dal movimento femminile amatoriale del FOS che si sta ben comportando nel proprio campionato di appartenenza, e dalla squadra Under 21 del Gala che alla prima esperienza in un torneo nazionale, anche tra mille difficoltà, è riuscita a togliersi qualche grande soddisfazione. Insomma tanto movimento, tanti atleti e dirigenti che ogni sabato girano l’Umbria e le regioni limitrofe per andare a disputare le proprie gare, ma ad ogni triplice fischio si resta quasi sempre con i musi lunghi. Tanta passione meriterebbe qualche soddisfazione in più, speriamo che in questa seconda fase di stagione possa cambiare il vento, poi l’anno prossimo si dovrà tornare a ragionare sul futuro di questo sport, così tanto praticato, ricco di tante energie che non devono essere dissipate, ma casomai concentrate verso le stesse direzioni.

 

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