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Cuore sotto s…port

Da “Amico Cuore” dicembre 2008 un articolo di Francesco Trentavizi, Chinesiologo

Spesso ci si sente raccomandare di fare attività fisica per il miglioramento della propria salute.
Spesso ci sono molti termini che vengono confusi o “traslati” in maniera non corretta.
Spesso a molte persone viene consigliato di fare sport aerobici, così si va in palestra iscrivendosi a corsi di aerobica…… non è proprio la stessa cosa……

L’allenamento sistematico induce adattamenti circolatori attraverso lo sviluppo di modificazioni morfologiche e funzionali stabili nel tempo, direttamente dipendenti dalla maggiore quantità di ossigeno richiesto dai muscoli. Tali adattamenti dipendono dal tipo, dall’intensità e durata nel tempo della pratica sportiva.
Per questo motivo le attività vengono distinte in:

· Attività che comportano un lavoro muscolare isometrico, attività di potenza caratterizzate da un impegno energetico anaerobico, nelle quali l’apparato cardiocircolatorio è sottoposto per periodi di breve o brevissima durata a lavori di pressione intensi o ripetuti (sollevamento pesi, velocità, lanci); questo tipo di attività induce nei soggetti che la praticano ipertrofia di tipo concentrico della fibre muscolari (aumento di spessore delle pareti muscolari) e utilizza il sistema esoergonico dei fosfati altamente energetici.
· Attività che comportano un lavoro muscolare isotonico, attività di resistenza caratterizzate da un impegno energetico aerobico, nelle quali l’apparato circolatorio è chiamato a mantenere gittate cardiache elevate o massimali per tempi variabili da oltre un minuto a molte ore; rientrano in questo gruppo attività come il nuoto di resistenza, la corsa, il ciclismo su strada, lo sci di fondo, camminata di buon passo oltre i 20 min. Questo tipo di attività chiaramente sono attività che si prolungano nel tempo, in cui almeno il 99% del fabbisogno energetico è coperto da meccanismi aerobici.
· Attività nelle quali il lavoro muscolare si modifica nel tempo per tipo, intensità e durata, attività di tipo misto caratterizzate da un impegno energetico aerobico- anaerobico alternato (sport di squadra, tennis, lotta, attività di aerobica, step…..). Questo tipo di attività fa riferimento, come detto, ad un sistema misto in cui l’energia proviene sia da meccanismi per lo più anaerobici ma con progressivo maggior coinvolgimento della via glicolitica con formazione di acido lattico che da meccanismi aerobici. Infatti man mano che il lavoro massimale passa il minuto e raggiunge i 2-4 min, la potenza espressa diminuisce ulteriormente, la via anaerobica diventa relativamente meno importante mentre assume importanza la risintesi di energia (ATP) per via aerobia.

Tutto ciò ha come intenzione l’invitare tutti ad abbandonare la vita sedentaria praticando un’attività aerobica, cioè attività oltre i 20 min. con substrati energetici provenienti principalmente dai meccanismi aerobici. Uno studio da poco pubblicato su Archivies of internal medicine, ha mostrato che chi, dopo i 50 anni, pratica attività fisica regolare a un livello moderato, per esempio camminando 30 min al giorno, può aspettarsi di vivere 15 mesi in più rispetto a chi conduce una vita sedentaria. Il camminare infatti regolarizza la pressione, fa diminuire i trigliceridi e aumenta l’HDL, il cosiddetto colesterolo buono. Tutti effetti che riducono la possibilità di incorrere in infarti e problemi cardiocircolatori.
Contemporaneamente rallenta e allontana pericoli dell’osteoporosi e aiuta a perdere peso. Ai cardiopatici, sotto controllo medico, può fare bene questa attività fisica, purché non scelgano percorsi troppo impegnativi.
Qualche anno fa, quando ancora ero uno studente universitario, durante un seminario di medicina clinica, venne formulata ad un medico dello sport una domanda del tipo: “Ma è vero che i cardiopatici assolutamente non debbono correre?”. La risposta fu: “E’ falso!!!”. Allenarsi non aiuta solo a prevenite le malattie del cuore, ma anche a curarle. Infatti quest’ultimi dovrebbero praticare attività adeguata alle loro caratteristiche fisiche, allenandosi con regolarità per ridurre il declino della funzionalità cardiaca e il rischio cardiovascolare complessivo, migliorando la tolleranza alla sforzo, diminuendo la mortalità, ritornando più rapidamente alla vita normale e ad una maggiore autonomia funzionale. Chi si allena, poi, necessita di meno farmaci.
Coloro che necessitano di una riabilitazione multidisciplinare, è bene che si rivolgano ad un centro specializzato per avere un programma individuale e personalizzato. Chi soffre di scompenso cardiaco o chi ha subito un infarto del miocardio, un’angioplastica coronaria, un bypass aorto-coronarico, un intervento chirurgico per sostituzioni valvolari o un trapianto di cuore deve fare riabilitazione.
Alcuni specialisti (cardiologo, dietologo, medico dello sport, fisiatra, psicologo, chinesiologo, fisioterapista…..) guideranno verso un corretto stile di vita: oltre a proporgli un piano di allenamento personalizzato, gli consiglieranno una dieta, lo aiuteranno ad abbandonare abitudini, malsane (poco sonno, fumo…), lo sosteranno a livello psicologico. Lo scopo è quello di contrastare l’evoluzione della malattia. Purtroppo, secondo il New England journal of medicine, i cardiopatici che si avviano a questo programma sono ancora troppo pochi: solo il 10-20%!!

Francesco Trentavizi
Chinesiologo
SportSalus Orvieto
Via della Svolta 4/C
Orvieto 05018
fratrent@tin.it

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