Qualcuno si ricorda della COAR?

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L’ultima vittoria della Coar risale all’ottobre 2009, quando la squadra orvietana vinse, nella seconda giornata di campionato in serie A2, ad Imola per 3 reti a una. Poi il buio. Le tante gare perse in serie A2, l’addio al campionato, la retrocessione e prima ancora i tanti addii illustri. Si riparte dalla B ma è dura, la squadra non c’è e, cosa ancora più dura, non c’è il pubblico. Dopo anni di passione e pala pieni, dopo il divertimento e il nome della Coar scritto a grandi lettere nell’olimpo del calcio umbro, la squadra è sola. Abbandonata da tutti e da tutti ignorata.

Come sia stato possibile il tracollo Coar non è facile dirlo. Qualche scelta societaria errata, qualche promessa non mantenuta, qualche sostegno mancato all’ultimo momento, qualche maglia strappata. Ma la Coar, nonostante tutti i suoi errori, nonostante tutte le reti prese e nonostante la casella vuota in classifica, non può e non deve essere abbandonata. E’ parte dello sport orvietano, è parte di un qualcosa che ci ha spinto a seguirla, ad abbracciarne le mirabolanti imprese quando l’Akira del Sol Levante ci faceva sognare, è parte del mito, della storia dello sport della Rupe e non può essere abbandonata.

Non è giusto, e non lo è per i ragazzi che ogni sabato vestono la maglia che un tempo era grande, ora è stretta si, ma è pulita, è orvietana e orvietani sono i ragazzi che la onorano, facendo del loro meglio, dando anche l’anima. E ogni sconfitta pesa sempre di più se a portarla a casa sono solo loro, loro che dal campo, se alzano gli occhi vedono spalti vuoti e sciarpe sbiadite, loro che in campo ci vanno lo stesso pur sapendo che non possono farcela. Ma il loro nemico non è l’avversario di turno, è la città che li ha lasciati soli. E non se lo meritano, qualsiasi sia stata l’avventura sbagliata intrapresa dalla società.

Sembrano lontani i tempi delle gradinate piene, dei tifosi portati in trasferta, dei tanti ragazzi in piazza a seguire le dirette televisive dei match per la promozione. Oggi la tv neanche dà più i risultati del girone della Coar e qualche ragazzo quasi si vergogna di indossare quelle magliette celebrative che fino all’anno scorso andavano tanto di moda. Sicuramente la Società e il presidente hanno commesso errori, forse hanno fatto il passo più lungo della gamba, hanno peccato in programmazione, si sono lasciati sfuggire di mano la situazione.

E’ giusto criticare ma tutti ci dobbiamo ricordare che è stata la Coar a far conoscere il Calcio a 5 a Orvieto. Questa realtà sportiva ha regalato gioia, felicità, spensieratezza e ha aiutato tanti, oggi ci sono molte altre squadre nei campionati minori, tutte devono qualcosa alla Coar. Oggi è la Coar ad aver bisogno di chi in passato aveva bisogno della Coar, ma tutti sembrano essersene dimenticati.

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4 Comments

  • Pasticcino

    Purtroppo devo dire che sono in disaccordo totale su tutti gli aspetti da voi citati…Il passo più lungo della gamba??? non sono proprio d’accordo..il pubblico ama 1000000 di volte di piu’ i giocatori orvietani che quelli strapagati di fuori…pian piano che la società saliva di categoria i pezzi di casa nostra (pellegrino,Gaddi,Coppola,Zappone,Medaglia,Delli poggi ecc….ecc…)sono andati a cercare un po di minuti in più altrove anche gratuitamente o per un misero rimborso benzina,visto che alla coar non c’era spazio per loro e posso assicurare che il pubblico segue molto più accanitamente i propri amici piuttosto che qualcuno strapagato che proviene da fuori.Io farei un sondaggio di tutti gli orvietani che sono andati via dalla coar per chiedergli quanto mai avranno preso di rimborso nelle altre squadre…(penso pochissimo).L’errore piu grande che una società puo’ fare è dimenticarsi di chi ha contribuito nel corso degli anni alla crescita della squadra in favore di chi viene a fare la bella vita ad Orvieto…La programmazione è alla base ..sarebbe stata meglio una Coar di serie B con 2o 3 di fuori e il resto tirati fuori dal vivaio che buttare via tutto per cercare di salvarsi in serie A al di fuori delle proprie possibilità.Nel primo caso saremmo retrocessi ma avremmo cmq avuto una squadra da prime posizioni in serie B invece adesso prendiamo batoste dappertutto,l’unica cosa positiva è che questi magnifici ragazzi di oggi possono solo crescere e fare sempre meglio di stagione in stagione… Forza ragazzi non mollate

  • nicola

    io sinceramente la seguo da 12 anni ormai la coar. E mi ricordo i bei tempi, di Akira,Pazzaglia,Cerrotta,Pellegrini,Carpinelli, mi ricordo le trasferte con loro fino in calabria. Anselmi paga gli errori per aver dato troppo a tutti, forse doveva comportarsi in modo diverso, doveva spendere meno, te lo fa vedere il fatto che lo scorso anno gli stessi giocatori si sono accasati in altre squadre prendendo la meta’ dei soldi. quindi qualche cosa non va. Resta il fatto che la Coar e’ stata la prima, la prima nel nostro mondo, e resta il fatto che non si possono avere 200 squadre. Facciamola una,cambiamo nome, ma almeno tieniamola grande.

  • franco

    Sì d’accordo il presidente non ha mantenuto le promesse verso giocatori, addetti ai lavori ecc? ok vero lo sanno tutti e ci ha rimesso anche lui personalmente pagando gli errori fatti, ma la storia della coar che da squadretta aziendale dei dipendenti della concessionaria che si ritrovavano a giocare a fine orario di lavoro è arrivata fino alla serie A2, giocando il calcio a 5 decenni prima che ci giocassero gli altri non ce la possiamo dimenticare. Ci sono tante squadre? beh ognuno ha diritto di fare una squadra e di giocare il suo piccolo o grande campionato ma TUTTI quelli che giocano a calcetto a Orvieto devono ringraziare la Coar per aver aperto la strada del calcio a 5 e come si fa a ringraziarla? aiutandola sostenendola e non “sperando che retrocede così il prossimo anno magari la mia squadra diventa più importante”!

  • nicola

    IO SONO DEL PARERE CHE SECONDO ME CI SONO TROPPE SQUADRE IN GIRO, TROPPI PROBLEMI ECONOMICI, C’E’ BISOGNO DI FARE UN UNIONE DELLE SQUADRE,PERCHE’ E’ INUTILE ANDARE UNO CONTRO L’ALTRO PER AVERE POI LO STESSO OBIETTIVO, LA COAR COMUNQUE VADA E’ STATA SICURAMENTE LA SQUADRA CHE HA DATO IL VIA AL CALCETTO ORVIETANO ARRIVANDO FINO IN A2. HA SPERATO IN QUALCHE SPONSOR, SPONSOR ORVIETANO CHE INVECE SI SONO TIRATI INDIETRO. GIA PERCHE’ A ORVIETO I SOLDI GIRANO,GIRANO E MOLTI, MA IN FONDO A NESSUNO INTERESSA SPONSORIZZARE UNA SQUADRA DI A2. POI PERO’ LAMENTIAMOCI CHE GLI ORVIETANI VANNO A COMPRARE “FUORI” ANZICHE’ IN CASA NOSTRA, MA QUESTA E’ UN’ALTRA STORIA, QUESTA SI CHIAMA POLITICA. RESTA IL FATTO CHE SICURAMENTE IL PRESIDENTE HA FATTO DEGLI ERRORI E SICURAMENTE QUALCUNO LO HA PORTATO A QUESTO, MA RESTERA’ SEMPRE COME L’UNICO CHE E’ ARRIVATO IN SERIE A2 NEL CALCETTO E CHE HA FATTO SENTIRE QUESTO PAESE GRANDE ED IMPORTANTE.

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